In the second century a.D. Ancient Ostia and Portus were the cornerstones of the port system and trade of imperial Rome. The port of Claudius and that of Trajan, with its unique hexagonal basin, they constituted a complex array of infrastructure, which was interconnected to the administrative center of Ostia, an entire Roman city still well preserved. The via Flavia Severiana established the link between the two poles through the Isola Sacra and connoted overlook the Mediterranean sea of ​​the caput mundi. The decline of Rome was later enshrined the separation between the two centers but the structure of the Ostia territory, and the relationship between Rome and the sea, have remained up to now as those set by Romans. Rome has developed in the form of a comet, with his head in the old center of the corner between the Eur and the sea. The tail of the comet is now a complex and contradictory land where the buzzwords abusers and major infrastructure, agriculture and natural landscapes, abandonment and great potential for starting new economies. In this context, archeology and nature constitute a reservoir of potential for development and regeneration landscape hitherto neglected. Re-establish the continuity between ancient Ostia and Portus through the Isola Sacra would recover a correct reading of the port system of the Roman Empire but also open up new areas and prospects for a region in crisis. This text is based on research of the Department of Architecture and Design of Sapienza - University of Rome on the possibility of reconnection of these archeology interrupted and tell the project proposal of their reconnection in a system that can contribute to revitalizing the city of Rome and her waterfront.

Nel II secolo d.C. Ostia Antica e Portus erano i caposaldi del sistema portuale e commerciale della Roma imperiale. Il porto di Claudio e quello di Traiano, con il suo straordinario bacino esagonale, configuravano un complesso apparato infrastrutturale, cui era interconnesso il centro amministrativo di Ostia, una intera città romana ancora ben conservata. La via Flavia Severiana stabiliva il legame fra i due poli attraverso l’Isola Sacra e connotava l’affaccio sul Mediterraneo della caput mundi. Il declino di Roma ha in seguito sancito la separazione fra i due centri ma la struttura del territorio ostiense, e del rapporto fra Roma e il mare, sono rimaste fino a oggi quelle impostate dai romani. Roma si è sviluppata in forma di cometa, con la testa nel centro antico e la coda fra l’Eur e il mare. La Coda della Cometa è oggi un territorio complesso e contraddittorio nel quale convivono abusivismi e grandi infrastrutture, agricoltura e paesaggi naturali, abbandono e grandi potenzialità per l’avvio di nuove economie. In questo contesto, archeologia e natura costituiscono un bacino di possibilità di sviluppo e rigenerazione paesaggistica finora trascurato. Ristabilire l’antica continuità fra Ostia e Portus attraverso l’Isola Sacra significherebbe recuperare una corretta lettura del sistema portuale della Roma imperiale ma anche aprire nuovi spazi e prospettive per un territorio in crisi. Questo testo nasce da una ricerca del Dipartimento di Architettura e progetto di Sapienza - Università di Roma sulle possibilità di riconnessione di queste archeologie interrotte e racconta l’ipotesi progettuale della loro riconnessione in un Sistema che possa contribuire al rilancio del settore Roma mare e della città in senso lato.

Il territorio Ostiense. Mobilità e problemi infrastrutturali / Bruschi, Andrea. - STAMPA. - 8(2015), pp. 54-63.

Il territorio Ostiense. Mobilità e problemi infrastrutturali

BRUSCHI, ANDREA
2015

Abstract

In the second century a.D. Ancient Ostia and Portus were the cornerstones of the port system and trade of imperial Rome. The port of Claudius and that of Trajan, with its unique hexagonal basin, they constituted a complex array of infrastructure, which was interconnected to the administrative center of Ostia, an entire Roman city still well preserved. The via Flavia Severiana established the link between the two poles through the Isola Sacra and connoted overlook the Mediterranean sea of ​​the caput mundi. The decline of Rome was later enshrined the separation between the two centers but the structure of the Ostia territory, and the relationship between Rome and the sea, have remained up to now as those set by Romans. Rome has developed in the form of a comet, with his head in the old center of the corner between the Eur and the sea. The tail of the comet is now a complex and contradictory land where the buzzwords abusers and major infrastructure, agriculture and natural landscapes, abandonment and great potential for starting new economies. In this context, archeology and nature constitute a reservoir of potential for development and regeneration landscape hitherto neglected. Re-establish the continuity between ancient Ostia and Portus through the Isola Sacra would recover a correct reading of the port system of the Roman Empire but also open up new areas and prospects for a region in crisis. This text is based on research of the Department of Architecture and Design of Sapienza - University of Rome on the possibility of reconnection of these archeology interrupted and tell the project proposal of their reconnection in a system that can contribute to revitalizing the city of Rome and her waterfront.
2015
Portus, Ostia Antica, via Severiana. Il Sistema archeologico paesaggistico della linea di costa di Roma imperiale.
978-88-7462-718-9
Nel II secolo d.C. Ostia Antica e Portus erano i caposaldi del sistema portuale e commerciale della Roma imperiale. Il porto di Claudio e quello di Traiano, con il suo straordinario bacino esagonale, configuravano un complesso apparato infrastrutturale, cui era interconnesso il centro amministrativo di Ostia, una intera città romana ancora ben conservata. La via Flavia Severiana stabiliva il legame fra i due poli attraverso l’Isola Sacra e connotava l’affaccio sul Mediterraneo della caput mundi. Il declino di Roma ha in seguito sancito la separazione fra i due centri ma la struttura del territorio ostiense, e del rapporto fra Roma e il mare, sono rimaste fino a oggi quelle impostate dai romani. Roma si è sviluppata in forma di cometa, con la testa nel centro antico e la coda fra l’Eur e il mare. La Coda della Cometa è oggi un territorio complesso e contraddittorio nel quale convivono abusivismi e grandi infrastrutture, agricoltura e paesaggi naturali, abbandono e grandi potenzialità per l’avvio di nuove economie. In questo contesto, archeologia e natura costituiscono un bacino di possibilità di sviluppo e rigenerazione paesaggistica finora trascurato. Ristabilire l’antica continuità fra Ostia e Portus attraverso l’Isola Sacra significherebbe recuperare una corretta lettura del sistema portuale della Roma imperiale ma anche aprire nuovi spazi e prospettive per un territorio in crisi. Questo testo nasce da una ricerca del Dipartimento di Architettura e progetto di Sapienza - Università di Roma sulle possibilità di riconnessione di queste archeologie interrotte e racconta l’ipotesi progettuale della loro riconnessione in un Sistema che possa contribuire al rilancio del settore Roma mare e della città in senso lato.
archeologia; paesaggio; infrastrutture; Ostia Antica; nuovi cicli di vita; rigenerazione urbana
02 Pubblicazione su volume::02a Capitolo o Articolo
Il territorio Ostiense. Mobilità e problemi infrastrutturali / Bruschi, Andrea. - STAMPA. - 8(2015), pp. 54-63.
File allegati a questo prodotto
File Dimensione Formato  
Bruschi_Territorio-Ostiense_2015.pdf

accesso aperto

Note: file dell'intero testo pubblicatoè utile allegare l'intero testo in quanto le sezioni di immagini non sono riferite al singolo articolo ma a tutti i contributi pubblicati
Tipologia: Documento in Post-print (versione successiva alla peer review e accettata per la pubblicazione)
Licenza: Tutti i diritti riservati (All rights reserved)
Dimensione 5.83 MB
Formato Adobe PDF
5.83 MB Adobe PDF

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/837954
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact